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Piccolo, io
e guardo i tasti bianchi e neri già da un po’.. bianchi e neri come i giorni della vita e per tradurre i miei pensieri in musica rimango in casa questa sera anonima
mio padre se n’è andato e non ha detto nulla mia madre fa fatica per rimanere a galla il pianoforte esprime il mare più profondo che sento dentro e abbraccia tutto il mondo
così, fra tanti che si fan chiamare ‘grandi’ io, piccolo, rincorro sicurezze vere..
rit. emozioni, esami, i miei amori in primavera il nucleare, Gandhi, le religioni e la carriera troverò la strada, quella giusta.. quella vera io, piccolo nel mondo, che boccheggia questa sera
e fra banalità, inciuci e squallide bugie guerre, torri-gemelle e perverse fantasie troverò la strada, quella fatta di umiltà cercando di restare sempre nella verità
piovono le note dal mio cuore, ma la rabbia prende a pugni il mio perdono.. refrattario all’indulgenza come sono, senza scorte di pazienza per nessuno
così fra tanti che si fan chiamare grandi io, piccolo, rincorro sicurezze vere..
rit. emozioni, esami, i miei amori in primavera il nucleare, Gandhi, le religioni e la carriera troverò la strada, quella giusta.. quella vera io, piccolo nel mondo, che boccheggia questa sera
e fra banalità, inciuci e squallide bugie guerre, torri gemelle e perverse fantasie troverò la strada, quella fatta di umiltà cercando di restare sempre nella verità
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lorenzo
di lucia |
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